Saturday 18, Nov 2017

Protocollo di intesa tra Regione e Centri di Servizio sui Volontari stranieri

E' stato firmato, il 7 luglio 2017, un Protocollo di collaborazione tra Regione Piemonte e Centri Servizi per il volontariato piemontesi per favorire la partecipazione attiva dei cittadini e delle cittadine straniere alla vita pubblica, e contemporaneamente coinvolgere la società civile nella costruzione di politiche di inclusione che riguardino anche i profughi.

Ad oggi i richiedenti asilo in Piemonte sono più di 14.000
Il ruolo del Volontariato è fondamentale nei processi diaccoglienza, di integrazione ma anche di controllo della partecipazione civile, il Protocollo affida ai Centri di Servizio sul territorio piemontese due azioni di fondamentale importanza per la costruzione di un dialogo che si fondi su una realistica rappresentazione del tessuto sociale della nostra Regione: il censimento delle Associazioni di Volontariato costituite o all’interno delle quali operano volontari stranieri e la promozione del Volontariato e della partecipazione presso gli stranieri ancora inattivi.

'Questo protocollo rende strutturale la relazione tra la Regione e i Centri Servizi per il volontariato piemontesi e ci permette di stabilire una programmazione comune in relazione ai percorsi di accoglienza e inclusione' - ha dichiarato Monica Cerutti, assessora all'Immigrazione della Regione Piemonte, che poi ha proseguito - 'L'obiettivo è affrontare questo tema a 360° tenendo però presenti le difficoltà e le criticità che ci sono anche in questo periodo storico. Si tratta però di un accordo che guarda a tutti gli stranieri, pure quelli che vivono sul nostro territorio da tempo o vi sono nati, e che sono oltre 422.000'.

Il Protocollo ha la finalità di approfondire la conoscenza del livello di partecipazione attiva alla vita sociale e civile degli stranieri; attivare processi di inclusione attraverso lo svolgimento di attività di volontariato che consentano allo straniero di acquisire e svolgere un ruolo attivo e partecipe; coinvolgere sempre più l’associazionismo migrante.

Le azioni previste dal protocollo:
realizzazione di un’indagine sulle buone pratiche nell’ambito del volontariato di persone migranti sul territorio regionale, ponendo anche l’attenzione sulle forme e la dimensione dell’associazionismo migrante;
promozione dell’associazionismo di persone migranti attraverso percorsi di accompagnamento e formazione volti a fornire le informazioni e gli strumenti
necessari per dare vita a un’associazione di volontariato anche con particolare
riferimento agli adempimenti relativi alla copertura assicurativa;
monitoraggio degli adempimenti assicurativi, a cui le associazioni ospitanti sono tenute in base alla normativa vigente, anche al fine di delineare interventi correttivi;
coinvolgimento di persone migranti in attività di volontariato tenendo conto del contesto territoriale colmando eventuali lacune o difficoltà secondo quanto emerso dall’indagine conoscitiva;
• sperimentazione di percorsi di riconoscimento delle competenze acquisite
attraverso attività di volontariato in collaborazione con il settore regionale
interessato;
raccordo tra le attività di orientamento e promozione del volontariato di persone migranti con altre iniziative messe in atto a livello regionale, nazionale e comunitario nell’ambito dell’inclusione dei nuovi cittadini.

La foto della firma del Protocollo 1 

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