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Un'estate per giocare

Un'estate per giocare

Il centro estivo rappresenta per i bambini e i ragazzi che vi partecipano un’opportunità ricreativa e socializzante importante per una crescita cognitiva e relazionale all’interno di una cornice ludica e al contempo educativa.

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Alla base del progetto 'Un’estate per giocare' dell'associazione Orizzonti c'è la forte volontà di non negare o nascondere le diversità di ciascuno, ma di includerle all'interno di un contesto capace di accoglierle e valorizzarle, imparando nella reciprocità.

L’associazione crede nell’idea per cui la disabilità sia una condizione dettata da una patologia, ma che il contesto in cui la persona vive abbia un grande peso sulla sua qualità della vita rendendo l'ambiente circostante il più attento e accogliente possibile, persone con disabilità possono sentirsi valorizzate e incluse. L'handicap si riduce tanto più si sensibilizza il contesto.

 

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Coerentemente con questa idea Orizzonti crede che il bambino con disabilità sia una risorsa per l'intero gruppo e possa dare il suo contributo. 

Questo lo spirito con il quale si è svolto 'Un’estate per giocare' per l’inclusione dei bambini e ragazzi con disabilità o disagio sociale nelle attività dei centri estivi della zona del borgomanerese e dell’Alto Vergante.

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Nel corso dello svolgimento del progetto si è potuto osservare come la necessità di un sostegno per le famiglie di bambini con disabilità non si concluda con l'anno scolastico e ci si è resi conto di come sia importante da una parte offrire loro sollievo e dall'altra garantire ai bambini opportunità di socializzazione e di incontro con l'altro oltre la scuola, cioè nel tempo estivo.

I bambini, anche quelli con disabilità, hanno il bisogno di incontrarsi e giocare insieme.
La forza di queste affermazioni è convalidata dalle esperienze e dai resoconti che gli operatori, i genitori e i volontari hanno potuto vivere e riportare. La positività degli affiancamenti, i momenti di divertimento, di riflessione, di socialità vissuta, il benessere che si è potuto osservare nei bambini che hanno usufruito di questa possibilità sono motivo per considerare il progetto come vincente.
La condivisione dei giochi e degli spazi ha fatto avvicinare i bambini tra loro e ha permesso a tutti di sperimentare le attività in modi diversi e accessibili anche alle persone con disabilità o problemi comportamentali.
Un altro punto di forza importante è la collaborazione stretta tra coordinatore, operatore del progetto, famiglie, operatore del Centro estivo e direzione scolastica: solo collaborando e scambiandosi informazioni e buone pratiche da attivare con quel bambino si può davvero creare per lui un contesto accogliente. Quando poi intervengono anche le figure educative di riferimento (educatori che durante l'anno lavorano coi bambini seguiti e insegnanti di sostegno o di classe) allora il quadro è completo e si possono attivare tutte le strategie migliori e già sperimentate e funzionanti anche in altri contesti.

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I NUMERI DELL’ESTATE 2019
24 i bambini seguiti, 10 gli operatori coinvolti, 40 i volontari impegnati, 398 le ore lavorate.

Vi ricordiamo che 'Un'estate per giocare' è uno dei progetti del Bando del CST ‘Servizi a sostegno della progettualità delle organizzazioni di volontariato’
 

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