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Riforma del Terzo Settore: i modelli di rendicontazione che gli ETS dovranno utilizzare

Riforma del Terzo Settore: i modelli di rendicontazione che gli ETS dovranno utilizzare

Pubblicato il decreto del 5 marzo 2020 sulla Gazzetta Ufficiale del 18.04.2020: per la prima volta gli Ets avranno schemi unificati così come le società e le altre organizzazioni non profit.
Finalmente un modello unificato di rendicontazione valido per tutti gli Enti del Terzo Settore che avranno l’obbligo di redigere il proprio bilancio consuntivo utilizzando schemi uniformi a partire dall’esercizio 2021.
Questo porrà le basi per una maggiore uniformità delle modalità di rendicontazione delle risorse economiche e finanziare che a vario titolo pervengono agli enti di Terzo Settore, permettendo sia una comprensione più immediata ed oggettiva dei dati di bilancio, sia - in prospettiva - una loro compiuta comparabilità nel tempo e nello spazio.
Tale decreto completa il quadro della 'strumentazione' a disposizione degli Ets così come prefigurata dal legislatore per dare gambe al processo di accountability degli enti di Terzo Settore: le linee guida sul bilancio sociale e le linee guida sulla valutazione di impatto sociale.

Quali documenti sarà necessario predisporre?
Gli enti del terzo settore con ricavi, rendite, proventi o entrate non inferiori a 220.000 euro devono redigere un bilancio di esercizio con stato patrimoniale, rendiconto gestionale e relazione di missione (principio di competenza economica).
Per chi ha ricavi inferiori a 220.000 euro, basterà un bilancio in forma di rendiconto per cassa. In questo caso, bisogna escludere le entrate relative al reperimento di fonti finanziarie e ai disinvestimenti, come nel caso di alienazioni a qualsiasi titolo di elementi aventi natura di immobilizzazioni. Questi, infatti, come specificato nell’introduzione agli schemi di bilancio, non sono afferenti alla gestione corrente dell’ente.
In entrambi i casi, il riferimento è al volume di ricavi, proventi o entrate comunque denominate conseguiti come risultanti dal bilancio dell’esercizio precedente.
La componente più innovativa è l’introduzione dei modelli relativi alla valorizzazione degli oneri e dei proventi figurativi. Sebbene indicati come prospetti facoltativi da riportare in calce agli schemi di bilancio (sia per competenza economica che per cassa), non c’è dubbio che siamo di fronte ad un importante novità che contempla, tra gli altri, il delicato tema della valorizzazione dell’attività di volontariato.
Questo primo fondamentale tassello normativo renderà l’attività degli Ets sempre più trasparente e capace di rendere conto agli stakeholder di riferimento del proprio agire.

Attività diverse e strumentali
Il decreto mette in luce alcuni aspetti da tenere in considerazione nella gestione dei modelli di schemi di bilancio. Per quanto riguarda le attività diverse e strumentali, ex art.13, c.6 del Codice del Terzo settore, è l’organo di amministrazione a documentarle a seconda dei casi nella relazione di missione, in una annotazione in calce al rendiconto per cassa o nella nota integrativa al bilancio.

Come modificare gli schemi?
I modelli devono essere considerati come schemi “fissi”. Come si legge nel decreto, però, per favorire la chiarezza del bilancio è possibile suddividere le voci precedute da numeri arabi o da lettere minuscole dell'alfabeto, senza eliminare la voce complessiva e l'importo corrispondente. È possibile, inoltre, raggruppare le citate voci quando è irrilevante o quando esso favorisce la chiarezza del bilancio. In questo contesto, gli enti che presentano voci precedute da numeri arabi o da lettere minuscole con importi nulli per due esercizi consecutivi possono eliminare dette voci. Possono, in ultimo, aggiungere, laddove questo favorisce la chiarezza del bilancio, voci precedute da numeri arabi o da lettere minuscole dell'alfabeto. Eventuali raggruppamenti o eliminazioni delle voci di bilancio devono risultare esplicitati nella relazione di missione, al punto 3.

Il CST fornirà accompagnamento e assistenza alle realtà associative per questo passaggio così importante, a breve sarà inoltre disponibile un'offerta formativa dedicata ai volontari per approfondire le tematiche in questione. 

 

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