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Approvato il decreto attuativo sui benefici fiscali per le donazioni in natura

Approvato il decreto attuativo sui benefici fiscali per le donazioni in natura

E’ con orgoglio e soddisfazione che comunichiamo che è stato approvato il decreto attuativo sui benefici fiscali estesi anche alle donazioni in natura oltre che a quelle in denaro.
Ora anche donare in natura conviene grazie ai benefici fiscali previsti dalla nuova normativa sul terzo settore. Già dal 1 gennaio 2018 era  possibile usufruire di detrazioni o deduzioni dal proprio reddito in caso di erogazioni in denaro. L’art 83 del D. Lgs. 117/17 (Codice del Terzo Settore) prevede analoghe agevolazioni alle persone fisiche o giuridiche anche in caso di donazioni in natura ma, per renderle operative, era necessaria l’emanazione di un apposito Decreto. Le modalità sono state finalmente definite col decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 28 novembre 2019 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2020.
Si tratta di un provvedimento molto atteso che dovrebbe fornire un significativo incentivo all’economia circolare. Il nostro orgoglio e la nostra soddisfazione nascono dal fatto che il CST Novara VCO aveva presentato istanza di sollecito al Ministero competente per ottenerne l’attivazione in tempi brevi, istanza condivisa con la Regione Piemonte e con Confartigianato Piemonte Orientale, che insieme all’azione di altri importanti enti ed associazioni ha portato a questo prezioso risultato.  

‘L’occasione di incontro con Confartigianato l’abbiamo avuta grazie al Protocollo Antispreco che ci ha visti impegnati sui territori in una vera e propria campagna culturale al fianco delle Istituzioni – dice Carlo Teruzzi, Presidente del CST Novara e VCOda qui è nata la sinergia che ci ha portati a consegnare direttamente nelle mani dell’Assessore Chiara Caucino, al termine della presentazione del Report Regionale contro lo spreco alimentare, un documento che chiedeva a gran voce tempi brevi per dare risposte concrete alla lotta allo spreco e l’introduzione di azioni migliorative per la vita della comunità. Non possiamo che accogliere con entusiasmo questa nuova possibilità e presentarla al nostro panorama associativo nei suoi punti di forza come occasione per un ulteriore miglioramento nell’azione sinergica di costruzione di un welfare che sia davvero condiviso’.
Si aprono scenari di ulteriore proficua collaborazione tra Terzo Settore e realtà profit – aggiunge Daniele Giaime, Vice Presidente -  così come la possibilità per i privati cittadini di vedersi realmente coinvolti in processi virtuosi che comportino una ricaduta tangibile sul sociale. Il ruolo giocato dal nostro Centro rafforza l’idea del suo posizionamento come Ente che è capace di farsi mediatore nel dialogo tra soggetti diversi che dalle esperienze locali portano cambiamenti di peso anche a livello macro ’.

‘E’ una grande opportunità di fundraising indiretto per gli Enti del Terzo Settore – commenta Caterina Mandarini, Direttore del CST Novara VCO - oltre che un forte incentivo al riutilizzo e allo smaltimento di beni o merci ancora in possesso di un’utilità economica, da parte di imprese e privati cittadini’.

 

Che cosa s’intende per le donazioni in natura?
S’intende la donazione di tutte le categorie di beni, sia beni merci, sia beni strumentali, senza eccezione di categorie merceologiche

Chi può usufruire delle agevolazioni?
È possibile accedere alle agevolazioni se si effettua un’erogazione liberale in natura destinata agli enti del terzo settore comprese le cooperative sociali ma escluse le imprese sociali costituite in forma di società. L’obbligo è che le erogazioni siano utilizzate esclusivamente per lo svolgimento delle attività statutarie e per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale. In questo periodo di transizione, in attesa dell’autorizzazione della Commissione europea sulle agevolazioni fiscali e dell’attivazione del registro unico nazionale del terzo settore, possono accedere a questi stessi benefici anche le Onlus, le Odv e le APS iscritte negli appositi registri, a patto che li utilizzino in conformità alle proprie finalità statutarie.
Come quantificare il valore della detrazione o deduzione?
Il decreto specifica che nel caso delle erogazioni liberali in natura l’ammontare è definito sulla base del valore normale del bene donato (art. 9 del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir). Previsti anche dei casi specifici: nel caso di beni strumentali, si fa riferimento al residuo valore fiscale dell’atto di trasferimento; nel caso di beni o servizi (art 85 comma 1 lettera a) e b) del TUIR), si fa riferimento al minor valore tra quello normale del bene e quello attribuito alle rimanenze (art. 92 del Tuir).
Oltre una certa soglia è necessaria una perizia
Se il valore della cessione supera i 30.000 euro e nel caso in cui non sia possibile definirne il valore con criteri oggettivi, il donatore dovrà dotarsi di una perizia giurata che ne attesti il valore riferita a non oltre 90 giorni prima del trasferimento del bene stesso.
Come documentarla?
Per essere legittima, la donazione deve essere accompagnata da una documentazione scritta da parte del donatore contenente la descrizione analitica dei beni e l’indicazione dei relativi valori. Nel caso di donazioni superiori a 30.000 euro, il donatore deve consegnare al beneficiario dell’erogazione copia della perizia giurata di stima. A sua volta, il ricevente deve predisporre una dichiarazione con l’impegno ad utilizzare direttamente i beni per lo svolgimento dell'attività statutaria e per l’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.
Le agevolazioni per le imprese
Deduzione del 10% del valore della donazione dal reddito complessivo dichiarato,  con possibilità di computare l’eccedenza negli anni successivi entro il quarto.
Le agevolazioni per le persone fisiche

Detrazione dall’Irpef lorda di un importo pari al 30% del valore della donazione, elevato al 35% se in favore di una ODV, per un importo complessivo non superiore a 30.000 euro in ciascun periodo d’imposta; oppure deduzione del 10% del valore della donazione dal reddito complessivo dichiarato, con possibilità di computare l’eccedenza negli anni successivi entro il quarto

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